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Rally Cile, futuro ancora incerto nel WRC. Fourmaux si schiera: «Merita di restare»

La gara sudamericana non ha ancora un accordo per le prossime stagioni e il possibile ritorno dell’Argentina potrebbe complicarne la permanenza. Adrien Fourmaux, però, non ha dubbi sulla qualità dell’appuntamento cileno

Il Rally del Cile potrebbe aver disputato la sua ultima edizione nel Mondiale Rally, almeno per il momento. Il futuro della gara di Concepción resta infatti ancora da definire e, nonostante il sostegno economico già garantito dalle istituzioni locali, manca un accordo con WRC Promoter per le prossime stagioni.

Entrato per la prima volta nel calendario iridato nel 2019, il Cile era poi rimasto fuori durante gli anni segnati dalla pandemia, prima di tornare stabilmente nel WRC dal 2023.

La concorrenza, però, potrebbe diventare particolarmente agguerrita.

Tra le opzioni valutate per il futuro del campionato figura infatti anche un possibile ritorno del Rally d’Argentina, mentre continua a essere al centro delle discussioni anche l’ingresso di una prova negli Stati Uniti. Una situazione che potrebbe mettere sotto pressione il posto occupato attualmente dalla gara cilena.

Fourmaux difende il Rally del Cile

Tra chi vorrebbe continuare a correre sulle prove sudamericane c’è sicuramente Adrien Fourmaux.

Il francese di Hyundai, protagonista nell’edizione 2026 conclusa al terzo posto, ha espresso parole particolarmente positive nei confronti dell’evento.

«È organizzato bene. I tifosi sono fantastici e ci sostengono davvero. Ce ne sono tantissimi lungo le prove e sono molto rispettosi».

Fourmaux ha sottolineato soprattutto il valore tecnico delle speciali cilene, caratterizzate da un percorso capace di mettere alla prova diversi aspetti della guida.

«Le prove sono fantastiche da guidare. È guida pura, direi. Non è soltanto accelerare, frenare e girare. Devi guidare davvero da una curva all’altra e c’è anche una componente importante nella gestione dell’usura delle gomme».

Il pilota Hyundai aveva lottato nelle posizioni di vertice durante il recente appuntamento sudamericano, riuscendo infine a salire sul terzo gradino del podio.

La prima vittoria assoluta nel WRC continua però a sfuggirgli.

«Ovviamente avrei voluto essere sul gradino più alto, ma sono molto contento del podio perché questo è uno di quegli eventi in cui conta davvero la guida».

Ora tutta l’attenzione passa alla Sardegna

Archiviato il Cile, il Mondiale si prepara ora all’ultimo appuntamento della stagione.

La cancellazione del Rally Saudi Arabia dal calendario WRC ha infatti promosso il Rally Italia Sardegna, in programma dall’1 al 4 ottobre, a round conclusivo del campionato 2026.

Per Fourmaux sarà anche l’ultima occasione stagionale per provare a conquistare quella vittoria che ancora manca al suo palmarès nel Mondiale.

Quest’anno, inoltre, la Sardegna si correrà in un periodo decisamente diverso rispetto alla tradizionale collocazione estiva, con condizioni potenzialmente più imprevedibili.

«Penso che in Sardegna in questo periodo potrebbe anche piovere. Vedremo se sarà diverso oppure no. Ma alla fine la Sardegna resta la Sardegna: è una gara dura, stretta e sabbiosa. Ci sono pietre ovunque e sarà ancora una volta molto complicata».

Prima della sfida sulle strade sarde, però, rimane aperta una questione importante per il futuro del campionato: ci sarà ancora spazio per il Cile nel calendario WRC?

Le parole di Fourmaux raccontano bene quanto la gara sia apprezzata da chi la affronta dall’abitacolo. Ora la decisione passerà inevitabilmente dagli equilibri sportivi, economici e geografici del calendario delle prossime stagioni.

Foto: Luca Barsali

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